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EPICHE DI UNA CITTA’ EPICA IN UN LIBRO AVVINCENTE

Dopo averci raccontato i miti greci in maniera singolare e accattivante, Stephen Fry torna in libreria con “Troia”, il racconto della città che ha visto sfidarsi per dieci lunghi anni gli Achei e i Troiani, ispirando due poemi  immortali come l’Iliade e l’Odissea di Omero. In realtà anche l’Eneide di Virgilio, considerando che il mito di fondazione di Roma parte dalla fuga di Enea dalle mura troiane in fiamme. La formula d Fry è ormai collaudata: spiegare senza note,  rendere semplici i passaggi senza cadere nella banalità, intercettare le curiosità del lettore, usare l’ironia e l’umorismo per smitizzare i miti e allo stesso tempo renderli più vicini a noi. Nella  “versione di Fry” uomini e divinità sono mossi da passioni incontrollabili, ma anche da nobili ideali e questa vicinanza finisce per rendere gli dei più vicini all’umanità e viceversa. Soprattutto, il nostro narratore è capace di andare all’essenziale, senza sciorinare una serie infinita di nomi e senza confondere il lettore con le infinite parentele che intrecciano le vicende di uomini e dei. Ottimo invece il dizionarietto finale, che aiuta a comprendere le principali caratteristiche e di protagonisti e comprimari della più epica delle battaglie. Basterà spulciare l’incipit del libro per lasciarsi trasportare da una lettura fatta tutta d’un fiato: “Troia. Regno meraviglioso e senza eguali. La gemma dell’Egeo. La scintillante Ilio, la città che sorse e cadde non una, ma due volte. Custode del passaggio verso il barbaro Oriente. Terra di oro e di cavalli. Fiera nutrice di profeti, principi, eroi, guerrieri e poeti. Per lungo tempo, con la protezione di Ares, Artemide, Apollo e Afrodite, fu esempio delle più alte vette toccate dall’uomo nell’arte della guerra e della pace, del commercio e dei trattati, dell’amore e dell’arte, del governo, della pietà e dell’armonia civile. La sua caduta aprì nel mondo degli uomini una voragine impossibile da colmare, se non con il ricordo. Sono i poeti a dover cantare la storia ancora e ancora, di generazione in generazione, per evitare che perdendo Troia si perda una parte di noi stessi”. Alla fine del libro c’è da augurarsi che Fry prosegue nelle sue “epiche” imprese, regalandoci magari altri bei libri di questo genere sull’Odissea, sull’Eneide, sui Cavalieri della Tavola Rotonda e sugli altri cicli epici che fondano la nostra cultura.

Stephen Fry
“Troia”
traduzione di Enrico Postiglione e Mauro Ghidoni
Salani editore
pagg. 396 – euro 19.90

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Pubblicato da Paolo Romano

Sudtirreno è il blog di informazione e cultura di Paolo Romano

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